• BLOG DIDATTICO DI SOSTEGNO

    Si dice di solito "nero sul bianco" per marchiare negativamente qualcuno, io invece provo a cancellare questa macchia nera cercando di trasmettere non solo risorse ma anche valori umani. Se siete perplessi non preuccupatevi è un buon segno, in quanto la perplessità è l'inizio della conoscenza...

domenica 15 aprile 2018

Si tratta di un rompicapo formato da un quadrato  composto da diverse figure geometriche che si possono separare per dare vita ad un’infinita di altre figure.
La regola per utilizzarlo è semplice: su un piano, e senza sovrapporli, vanno usati tutti e 7 i pezzi di cui è formato in modo da creare delle figure riconoscibili e dalle giuste proporzioni.
Si tratta di un gioco di origine cinese e di antica tradizione (potrebbe risalire addirittura a 3000 anni fa!) anche se non si conosce bene la sua storia. Viene chiamato anche “le sette pietre della saggezza”, questo nome suggestivo con cui è conosciuto nella sua terra d’origine fa riferimento al fatto che si ritiene saggio e talentuoso chi ha piena padronanza di questo gioco.
Si tratta infatti di passatempo solo apparentemente facile e “da bambini”: chi lo conosce sa che realizzare le figure non è sempre intuitivo e semplice, spesso si richiedono degli schemi da seguire per creare ciò a cui la fantasia lì per lì non era arrivata. Anche ricomporre semplicemente il quadrato originario può dare difficoltà, soprattutto a chi è alle prime armi.

  • COME COSTRUIRE IL TANGRAM A SCUOLA
La versione originale è quella in legno ma esistono ormai Tangram di diversi materiali e generi  e volendo si può creare anche da soli con il cartoncino, ecco il video che ci guida nella sua realizzazione:


  • I VANTAGGI DEL ANGRAM E IL SUO USO DIDATTICO
Un gioco come il Tangram offre diversi vantaggi, è in grado soprattutto di stimolare l’immaginazione e la creatività grazie al fatto che i vari pezzi che lo compongono possono essere sapientemente assemblati in diverse forme realizzando così figure di ogni genere. L’importante è non barare: ogni figura deve essere infatti creata utilizzando tutti e 7 i pezzi del Tangram. Esistono poi delle varianti al classico gioco pensate per i bambini più piccoli alle prese con forme e colori che possono essere utilizzate per stimolare la loro fantasia e realizzare degli originali puzzle. Con i pezzetti di legno i bambini si divertiranno a creare figure diverse allenando la loro capacità logica ma anche migliorando le loro percezioni grafiche e dello spazio. I vari oggetti, animali o figure geometriche che si possono realizzare possono servire anche ad illustrare storie per i più piccoli. Tra l’altro si riescono anche a creare figure molto articolate e apparentemente “vive”, illusioni ottiche in grado di stimolare ancora di più l’immaginazione e l’espressività. Le potenzialità di questo gioco sono ormai consolidate anche in campo didattico e c’è chi lo utilizza per facilitare l’insegnamento della matematica e della geometria ma anche all’interno di test psicologici.

lunedì 19 marzo 2018

L'apprendimento della lettura non è così semplice specialmente per gli alunni che mostrano difficoltà di apprendimento o di linguaggio.
La creazione della scatola della parole in prima elementare (e non solo) può essere utile per l'apprendimento delle lettere dell’alfabeto, delle sillabe e delle parole. Proprio queste ultime possono essere inserite in una scatola (quelle delle scarpe vanno bene), foderata con carta colorata. Le parole possono essere accompagnate dall’articolo che successivamente sarà utile per comprenderne la funzione all’interno della frase.
Di seguito vi allego i file anche con le immagini che potrete stampare fronte/retro, meglio se plastificati e inseriti, una volta ritagliati dentro la scatola. Queste possono essere utilizzate per organizzare in classe giochi vari.

 Clicca sotto per scaricare le schede e costruire la scatola!
Ecco a voi un percorso didattico di matematica in merito all'apprendimento delle operazioni con numeri maggiori del 1.000 e operazioni con i numeri decimali.

Le schede raccolte sono parte di un sussidiario, quelle qui disponibili relative ai numeri alti sono ben 42 pagine. Gli esercizi sono da proporre a partire dalla quarta classe della scuola primaria.

"Jack-Potato" è il sito web di due insegnanti della scuola primaria. Le maestre Dorothy e Tatiana condividono la passione per l'insegnamento della lingua inglese, l'amore per i bambini e una sana dipendenza dalle cartolerie. Jack Potato è il "loro" piccolo archivio: raccoglie "esperimenti" didattici in classe, i materiali e anche qualche spunto di riflessione.

Da visitare, ricco veramente di materiali, idee anche sul CLIL.
Clicca qui per visitare il sito!

sabato 17 marzo 2018

17/03/2018 - Il decreto legislativo n. 66/2017 (clicca qui per leggerlo), attuativo della legge n. 107/2015, ha introdotto nuove norme sulla promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità. Tra le novità ricordiamo quella relativa alla continuità didattica che, alla luce di quanto previsto dall’articolo 14 del decreto, può essere favorita anche dalla conferma, per l’anno scolastico successivo, del docente con contratto a tempo determinato (cioè NON di ruolo o precario). La richiesta va fatta da parte delle famiglie degli alunni.

Non è facile attuare tale "provvedimento" poichè ci sono delle limitazioni che rendono molto difficile l'applicazione e la realizzazione. Qui sotto le principali condizioni che le famiglie devono sapere:
  1.  disponibilità del docente coinvolto (non solo che sia disponibile ad essere riconfermato ma non deve aver firmato altro contratto in altra scuola, in caso potrà rinunciare ma a condizione di accettare una supplenza più lunga).
  2. l’eventuale richiesta della famiglia (da consegnare in segreteria, accertatevi che venga protocollata), può essere proposta non prima dell’avvio delle lezioni (data stabilita dal calendario scolastico della singola regione).
  3. prima vengono considerati ulteriori contratti a tempo determinato nell’anno scolastico successivo, ferma restando la disponibilita’ dei posti e le operazioni relative al personale a tempo indeterminato, nonche’quanto previsto dall’articolo 1, comma 131, della citata legge n. 107 del 2015 (non è possibile stipulare contratti a tempo determinato per più di 36 mesi anche non continuativi).
  4. i presidi non sanno ancora come muoversi per confermare le supplenze; come si legge nel decreto stesso (articolo 14 , comma 3), è necessario un ulteriore provvedimento ossia un decreto che ne definisca le modalità attuative, anche apportando le necessarie modifiche al Regolamento sulle supplenze (DM n. 131/2017).
  5. nel decreto approvato (che ribadiamo entra in vigore il 31 maggio) non è scritto a partire da quale anno scolastico entrano in vigore tali modifiche.
Sul punto 4 ancora non ci sono notizie, quindi si attende un decreto apposito del Miur ma anche modifiche al Regolamento delle supplenze, fermo al 2017 (dm 131/2007), modifiche che saranno esplicitate nella annuale circolare sulle supplenze, che il Ministero pubblica – ad andar bene a fine agosto.

Insomma è ancora una questione aperta che potrà ancora una volta cambiare con il nuovo governo e le novità sulla riforma scolastica che si preannunciano. 

Vale la pena provarci (anche se di difficile applicazione), in questo post inserisco anche il modello di domanda elaborato dal CIIS, che va protocollato in segreteria e presentato al dirigente scolastico.

venerdì 9 marzo 2018

Agli studenti con DSA le istituzioni scolastiche, a valere sulle risorse specifiche e disponibili a legislazione vigente iscritte nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, garantiscono:
 
a) l'uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo, adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;

b) l'introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini della qualità dei concetti da apprendere;

c) per l'insegnamento delle lingue straniere, l'uso di strumenti compensativi che favoriscano la comunicazione verbale e che assicurino ritmi graduali di apprendimento, prevedendo anche, ove risulti utile, la possibilità dell'esonero.
Le misure di cui al comma 2 devono essere sottoposte periodicamente a monitoraggio per valutarne l'efficacia e il raggiungimento degli obiettivi.

Agli studenti con DSA sono garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di Stato e di ammissione all'università nonché gli esami universitari.
Proprio su quest’ultima parte dell’art. 5 della legge 170 i Tribunali Amministrativi Regionali hanno preso posizione individuando come può influire la diagnosi di un DSA sulle valutazioni degli studenti, e che a breve andremo ad esaminare.
Poc’anzi si è fatto riferimento all’esistenza di un quadro normativo oltre alla legge 170; ed invero, in attuazione della stessa, è stato emanato il Decreto Ministeriale n. 5669 del 2011 a cui sono state allegate le Linee guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Atti di fondamentale importanza per la tutela giuridica di cui si parla.
Hanno fatto seguito poi numerose Circolari Ministeriali e Protocolli regionali che in questa sede però non esaminiamo, ma teneteli sempre come riferimento.

Con riferimento alle valutazioni degli allievi con DSA è di fondamentale importanza l’art. 6 del Decreto Ministeriale n. 5669 del 2011.
L’art 6 è propriamente intitolato “Forme di verifica e valutazione”.
Cosa prevede nello specifico? Esaminiamolo con attenzione.
La norma in questione prevede che la valutazione scolastica, periodica e finale, degli alunni e degli studenti con DSA debba essere in primis coerente con gli interventi pedagogico-didattici attuati alla luce delle norme, di cui agli articoli precedenti, ovvero gli interventi didattici personalizzati e individualizzati e le misure educative e didattiche da porre in essere nello specifico caso.
Inoltre, la norma dispone che “le Istituzioni scolastiche adottano modalità valutative che consentono all’alunno o allo studente con DSA di dimostrare effettivamente il livello di apprendimento raggiunto, mediante l’applicazione di misure che determinino le condizioni ottimali per l’espletamento della prestazione da valutare - relativamente ai tempi di effettuazione e alle modalità di strutturazione delle prove - riservando particolare attenzione alla padronanza dei contenuti disciplinari, a prescindere dagli aspetti legati all’abilità deficitaria.”
Le Commissioni degli esami di Stato, al termine del primo e del secondo ciclo di istruzione, tengono in debita considerazione le specifiche situazioni soggettive, le modalità didattiche e le forme di valutazione individuate nell’ambito dei percorsi didattici individualizzati e personalizzati.
Sulla base del disturbo specifico, anche in sede di esami di Stato, possono riservare ai candidati tempi più lunghi di quelli ordinari. Le medesime Commissioni assicurano, altresì, l’utilizzazione di idonei strumenti compensativi e adottano criteri valutativi attenti soprattutto ai contenuti piuttosto che alla forma, sia nelle prove scritte, anche con riferimento alle prove nazionali INVALSI previste per gli esami di Stato, sia in fase di colloquio.
In ambito universitario, gli Atenei assicurano agli studenti con DSA l’accoglienza, il tutorato, la mediazione con l’organizzazione didattica e il monitoraggio dell’efficacia delle prassi adottate.
Per le prove di ammissione ai corsi di laurea e di laurea magistrale, programmati a livello nazionale o da parte delle università, sono previsti tempi aggiuntivi, ritenuti congrui in relazione alla tipologia di prova e comunque non superiori al 30% in più rispetto a quelli stabiliti per la generalità degli studenti, assicurando altresì l’uso degli strumenti compensativi necessari in relazione al tipo di DSA.
La valutazione degli esami universitari di profitto è effettuata anche tenendo conto delle indicazioni presenti nelle allegate Linee guida.
Si rammenti che l’art. 4 del D.M 5669 dispone in forma imperativa, quindi ciò costituisce un vero e proprio obbligo per gli Istituti scolastici, di provvedere ad attuare i necessari interventi pedagogico-didattici per il successo formativo degli alunni e degli studenti con DSA, attivando percorsi di didattica individualizzata e personalizzata e ricorrendo a strumenti compensativi e misure dispensative.


L'INSUCCESSO DI UN ALUNNO CON DSA 

Tutto ciò premesso, occorre porsi degli interrogativi allorquando uno studente non riesca a raggiungere risultati soddisfacenti durante il suo percorso scolastico o universitario o addirittura quando la sua stessa promozione alla classe successiva sia messa in pericolo.

E’ stata garantita dalla scuola l’attuazione di quanto previsto dalla legge 170 e dagli artt. 4 e 6 del D.M. 5669 del 2011?
Sono state adottate misure compensative e dispensative a seguito della certificazione di DSA?
Quale incidenza ha avuto la sussistenza di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento sulla valutazione dell’alunno in corso d’anno e soprattutto nei giudizi di fine anno?
Sono stati posti in essere percorsi individualizzati e personalizzati?

Ebbene giova indicare che i TAR sono particolarmente attenti nel responsabilizzare le Istituzioni scolastiche nell’adempimento dei loro doveri ben individuati nelle norme prima evidenziate.

Facendo allora riferimento ad alcune sentenze “che hanno fatto scuola” possiamo evidenziare alcuni passaggi significativi, che ben consentono di capire come venga adeguatamente fornita tutela legale in situazioni scolastiche legate ai DSA.
In particolare afferma il Tar del Lazio che: “E’ illegittimo per difetto di motivazione il giudizio negativo formulato dal consiglio di classe in ordine alla promozione alla classe successiva di un alunno, allorché, in presenza di un accertato disturbo specifico di apprendimento da cui lo stesso sia affetto (nel caso, dislessia), abbia omesso di fare menzione e di valutare il rilievo di tale situazione, ai fini del giudizio sui risultati raggiunti dall’alunno”. (TAR per il Lazio, sentenza 23 agosto 2010, n. 31203).
A tal proposito la giurisprudenza amministrativa ritiene che dagli scrutini debba emergere che il Consiglio di Classe ha debitamente considerato la rilevanza del DSA nel giudizio finale.
Nello stesso senso, il TAR Lazio – Sezione terza bis (con Ordinanza n. 3616/2010) ha accolto l’istanza cautelare di ammissione con riserva all’esame di licenza media di alunno con D.S.A. “(..) considerato che dall’esame del verbale di non ammissione versato in atti risulta che il Consiglio di classe ha dato atto di essere a conoscenza e di avere considerato le cartelle cliniche dello scolaro ma che da tale scarna e generica affermazione – peraltro contrastante con quanto affermato dal Dirigente Scolastico nella nota del 23 giugno 2010 – non è dato evincere quali motivate scelte didattiche siano state operate in costanza di tale peculiare situazione oggettiva, in presenza della quale, l’ordinamento prevede la predisposizione di prove differenziate oltre che l’utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative”.
Il TAR Friuli Venezia Giulia, con sentenza 12 ottobre 2011, n. 420, ha accolto un ricorso, ritenendolo fondato perché:
“(..) la valutazione finale non risulta aver adeguatamente ponderato l’effettiva pregnanza dei DSA di cui soffre l’alunno (..). E’ anche evidente che il Consiglio di classe non ha affrontato la valutazione dei rischi derivanti da una possibile totale disaffezione dell’alunno nei confronti della scuola, desumibili anche dal fatto che in due materie nelle quali durante l’anno scolastico precedente alla ripetenza aveva ottenuto la sufficienza, ha invece conseguito risultati insufficienti (storia ed educazione tecnologica).”
Il Tar Lombardia, con sentenza n. 31203 del 23 agosto 2010, ha affermato che il consiglio di Classe deve tenere espressamente conto, in sede di formulazione del giudizio finale, di tutti gli altri elementi di valutazione imposti dalla legge, diversi (dislessia) da quello prettamente tecnico dell'esito dei risultati tecnici conseguiti.
In difetto, il giudizio di non promozione risulta carente di motivazione nella misura in cui non evidenzia con compiutezza le ragioni del suo iter logico, avendo omesso di far menzione e di valutare nella sua globalità la particolare situazione dello alunno (dislessia).
L'atto impugnato pertanto risulta quanto mai generico ed incongruo, posto che nella specie si limita a sostenere la mancata ammissione alla classe successiva “…al fine di permettergli di consolidare le conoscenze e le competenze di base nelle discipline nelle quali ha manifestato maggiori difficoltà…”
Ciò sta ad indicare come il giudizio di non promozione sia carente di motivazione nella misura in cui non evidenzia con compiutezza le ragioni del suo iter logico.
(Il Tar, quindi, ritiene che non è ammissibile la motivazione per cui non si ammette alla classe successiva un alunno al fine di consentirgli di consolidare le conoscenze nelle materie in cui versa in difficoltà)

Sulla base delle fin qui esposte considerazioni il ricorso è stato accolto e per l'effetto il giudizio finale di non promozione impugnato è stato annullato per violazione di legge, per difetto di motivazione.
Il TAR Campania con sentenza n. 2404 del 30 aprile 2014 ha evidenziato il mancato svolgimento di “una effettiva analisi circa l’incidenza causale del DSA sul rendimento dell’alunno, di modo che il giudizio conclusivo manca di quella individualizzazione e personalizzazione che, richieste per ciascuno studente, lo sono a maggior ragione per quelli affetti da disturbi dell’apprendimento: inoltre, manca una oggettiva verifica in ordine alle ragioni della scarsa efficacia dimostrata dagli strumenti metodologici e didattici previsti dal Progetto Didattico Personalizzato, la cui stessa attuazione è stata contestata dalla parte ricorrente”.
Il ricorso presentato al Tar è stato accolto per violazione dell’art. 5, comma 4, della L. 170/2010 e dell’art. 10 D.P.R. 122/2009 (“Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni”) secondo cui, per gli alunni con DSA certificato, la valutazione e la verifica degli apprendimenti, comprese quelle per l’esame conclusivo dei cicli, devono tenere conto delle specifiche situazioni soggettive di tali alunni.
Infatti “la considerazione della condizione patologica dell’alunno rappresenta un elemento necessario non soltanto dell’iter didattico, ma anche del momento valutativo: viceversa, nella fattispecie, l’impugnato giudizio di non ammissione prescinde totalmente dal disturbo che affligge il minore”.
(Nel medesimo orientamento si colloca la sentenza TAR Lazio n. 10817 del 28 ottobre 2014, che riguarda un alunno con DSA e disturbo da deficit di Attenzione/Iperattività –ADHD-).

Anche il Consiglio di Stato, con sentenza n. 3593 del 14 agosto 2012, ha accolto il ricorso dei genitori di un alunno, richiamando l’importanza delle motivazioni contenute nel giudizio finale del Consiglio di Classe.
Infatti “Gli elementi portati a motivazione del negativo giudizio (attenzione didattica mirata al conseguimento degli obiettivi minimi e socio-educativa finalizzata al rispetto delle regole scolastiche, negativo commento sulle effettive possibilità che lo studente abbia di recuperare in tempi brevi i debiti formativi per poter affrontare responsabilmente l’anno scolastico successivo) presentano, evidentemente, un vizio motivazionale di fondo, per non tenere in alcuna considerazione il percorso scolastico dell’alunno ed i risultati conseguiti in rapporto alla patologia certificata in base ad una diagnosi specialistica, così come richiesto sia dall’art.10 del regolamento (“adeguatamente certificate”) che dalle istruzioni operative dell’amministrazione centrale (“diagnosi specialistica di disturbo specifico”), che andava adeguatamente valutata. La genericità della deliberazione di non ammissione alla classe e l’omissione di ogni considerazione delle condizioni dell’alunno comporta, pertanto, la necessità di annullamento del giudizio finale, con assorbimento delle ulteriori censure, salvi gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione”.
Dalla rassegna di queste sentenze importanti per la direzione in cui sono poi andati molti Tar italiani, si evince come gli studenti ed alunni con DSA siano fortemente attenzionati anche dalla magistratura, volta a garantir loro adeguate forme di tutela finalizzate ad attuare le previsioni normative contemplate dal nostro ordinamento.
Le valutazioni concernenti alunni e studenti DSA devono tenere sempre in debita considerazione il disturbo loro diagnosticato, diversamente, le stesse, saranno viziate per aver omesso nel giudizio un elemento di fondamentale importanza affinché la valutazione possa dirsi correttamente effettuata nei riguardi del singolo studente.

A conclusione di queste riflessioni in tema di DSA occorre evidenziare come non solo le forme di tutela legale si risolvono (laddove vi siano i presupposti) nell’annullamento della bocciatura o del debito formativo, ma altresì nella forma del risarcimento del danno, patrimoniale e morale; ne discende, pertanto, una tutela demolitoria quanto al provvedimento negativo di bocciatura ed una tutela risarcitoria a ristoro dei danni subiti.

(Fonte: tratto da https://www.tuttodsa.it).

martedì 6 marzo 2018

Ecco a voi una serie di schemi utili alla formulazione dei giudizi analitici da inserire nel documento di valutazione quadrimestrale in uso nella scuola secondaria di 1° grado.
 
GIUDIZIO INTERMEDIO (1° QUADRIMESTRE)
Classe prima e seconda
Classe terza
GIUDIZIO FINALE (2° QUADRIMESTRE)
Classe prima e seconda
Word (campi-moduli)
Classe terza
Word (campi-moduli
Ecco a voi un semplice documento che vi aiuterà nella valutazione delle discipline nella scuola elementare. La tabella vi aiuterà nell'individuare a cosa corrisponde un voto numerico, cioè cosa l'alunno deve saper fare, quali conoscenze e abilità corrispondono ad un specifico voto numerico.

lunedì 26 febbraio 2018

Ecco a voi una serie di CONSIGLI da seguire per aiutare gli alunni con DSA (Distrurbi Specifici di Apprendimento); essi sono dei suggerimenti utili per la gestione delle interrogazioni orali e delle verifiche. 
La lista di consigli che troverete sotto è molto lunga e va riferita ad ogni singolo alunno, si parte dall'analisi del livello di partenza e dei suoi punti di forza e di debolezza per poi decidere cosa considerare e trascrivere nel PDP.

ECCO COSA DEVE TENERE IN CONSIDERAZIONE UN INSEGNANTE PER I SUOI ALUNNI DSA:

• Programmare le interrogazioni e le verifiche, evitando la sovrapposizione di compiti e interrogazioni di più materie, fissandole preferibilmente nelle prime ore della mattinata e solo sul programma effettivamente svolto. 

• Per le verifiche scritte programmare tempi più lunghi o materiale ridotto. In alternativa è anche possibile suddividere la verifica in due o più parti. 

• In qualunque situazione (test/verifica/esercizio in classe) leggere per più volte per la classe a voce alta. 

• Sostituire gli esercizi di scrittura con esercizi d i riconoscimento.

• Le domande aperte dovrebbero chiedere risposte precise e non troppo lunghe.

• I testi delle verifiche dovrebbero essere scritti i n modo chiaro e nitido, possibilmente al pc con carattere 14 e interlinea 2, sarebbe consigliabile evitare la scrittura a mano. Le frasi dovrebbero essere brevi, semplici, evitando di gravare il testo con troppe informazioni, è importante evitare doppie negazioni per non creare confusione. 

• Nelle verifiche è necessario non tenere conto degli errori di trascrizione, degli errori di ortografia, del tempo impiegato, l’ideale sarebbe tener conto d el punto di partenza e dei risultati conseguiti, premiando progressi e sforzi dell’alunno. 

• L’ideale è l’utilizzo in maniera ridotta dei segni rossi di correzione, e la rassicurazione, attraverso indicazioni precise su come attuare i miglioramenti , che gli errori possono sempre essere corretti. 

• Nel caso di verifica scritta con risultato negativo o non corrispondente alla preparazione dell’alunno, sarebbe consigliabile ripetere la verifica in forma orale. 

• Per quanto riguarda le interrogazioni orali, è nece ssario considerare che molti soggetti con DSA hanno difficoltà nell’organizzazione sequenziale di un discorso. E ‟ quindi consigliabile da parte dell’insegnante che vengano fatte domande mirate, se possibile, supportandole con strumenti visivi (schemi, diagrammi, tabelle,ecc). 

• Nel commentare un’interrogazione, puntare soprattut to sugli aspetti positivi, dimostrando ottimismo sulle possibilità di recupero degli errori. 

• Ricordare che il tempo per i soggetti DSA è fondamentale, hanno bisogno di tempi più lunghi per la risposta in quanto presentano anche problemi di dis nomia, evitare quindi di mettergli fretta durante le interrogazioni ed evitare di ammonirlo davanti alla classe.

• Nelle interrogazioni orali è importante accettare a nche risposte concise e aiutare l’alunno nell’argomentazione se si trova in difficoltà a cau sa della compromissione della memoria a breve termine. 

• Molto utile per questi alunni avere la possibilità di consultare durante l’interrogazione o la verifica lo schema o mappa dell’argomento studiato, che potr à consultare in caso di necessità (ad esempio per recuperare un termine che non riesce a ricordare). 

• Fondamentale per l’autostima degli alunni con D.S.A . sottolineare il miglioramento rispetto al livello di partenza senza soffermarsi troppo sul voto. 

N.B. Si ricorda che questi suggerimenti vanno pianificati nel PDP e CONDIVISI con la famiglia.

sabato 24 febbraio 2018

Quando un bambino è discalculico si tende a proporgli, come strumento compensativo, l'uso della calcolatrice, soprattutto per l'esecuzione di calcoli scritti, in realtà è opportuno che accanto all'uso di tale strumento si continui a proporre una serie di calcoli scritti che hanno l'obiettivo di fornirgli una certa indipendenza nella vita di tutti i giorni perché non sempre è possibile utilizzare la calcolatrice.
Ecco a voi una serie di SUGGERIMENTI raccolti da Cristiana Zucca (referente per la dislessia e insegnante nella scuola primaria di Argentera Canavese), spunti tratti da "La discalculia evolutiva" Biancardi- Mariani - Pieretti. Ed Franco Angeli.

COSA FARE QUANDO IL BAMBINO COMMETTE I SEGUENTI ERRORI:

1: ERRORE NEL RICONOSCIMENTO DEL SEGNO MATEMATICO

Il bambino esegue, ad esempio, un'addizione al posto di una sottrazione.
Lo posso aiutare intervenendo così:
  • attività sul significato dei singoli segni (gioco dei dadi dove devo aggiungere i risultati)
  • giochi sui segni opposti ( + e - ): disegno i due segni su due cartoncini e a seconda che venga estratta la + o la - il bambino deve prendere (se è +) o cedere (se è -) degli oggetti.
  • per sviluppare l'attenzione sul segno + x e - inventare dei giochi in cui se vince deve addizionare o moltiplicare i punteggi conseguiti, se perde deve sottrarre.
  • far eseguire operazioni a cui manca il segno, il bambino deve indovinare qual è quello adatto : 4 .... 2 = 6
  • per comprendere il significato delle operazioni proporre diverse attività con gli insiemi: se devo fare 4 - 3 posso disegnare un insieme di 4 caramelle da cui ne tolgo, ne mangio, ne butto via ....3. Oppure posso lavorare sulla linea dei numeri: parto da 4 vado indietro di 3 arrivo a 1, in alternativa si può usare anche il gioco dell'oca, oppure dei percorsi, dei dadi...
2: ERRORI NELLE PROCEDURE DI CALCOLO

Il bambino sbaglia il calcolo durante alcuni passaggi: ad esempio può dimenticare di calcolare tutti o alcuni riporti, può non calcolare il prestito....
  • far evidenziare SEMPRE le cifre da riportare e quelle chieste in prestito
  • far eseguire tanti problemi in modo che il bambino possa sperimentare procedure diverse
  • proporre tante sottrazioni con la presenza dello 0 e del 9
  • usare degli indicatori per evidenziare l'ordine spazio temporale con cui si devono eseguire i passaggi: quando il bambino deve eseguire una sottrazione con due cifre al minuendo non fatica nel capire a quale cifre deve chiedere il prestito : 34 - 18 = sa che deve chiedere una decina al 3... ma se il minuendo ha più di 2 cifre può trovarsi in difficoltà nel capire a quale la deve chiedere per prima, ecco, allora che servono dei simboli, delle frecce che lo orientino proprio da un punto di vista spaziale e sequenziale
  • porre l'attenzione sulla direzionalità d'esecuzione: addizione e sottrazione vanno da destra verso sinistra e dall'alto verso il basso; nella moltiplicazione, invece, parto dal moltiplicatore quindi vado dal basso verso l'alto ma sempre da destra verso sinistra. Per aiutare il bambino nel comprendere la direzionalità si possono usare delle frecce colorate
  • si può aiutare il bambino ad orientarsi nella procedura del calcolo mentale attraverso l'uso di griglie
3. ESERCIZI SULLA LINEA DEI NUMERI
Questi esercizi vengono svolti prima sulla linea dei numeri, poi oralmente e infine per iscritto
  • Contare avanti e indietro , per uno, entro il 100
  • contare in avanti per due
  • inserimento di numeri mancanti sulla linea dei numeri (prima), in una sequenza numerica (poi)
  • ricostruzione della sequenza numerica dopo aver osservato la linea dei numeri
  • cercare il numero che segue e quello che precede un numero dato
  • la linea dei numeri è utile anche per la correzione di errori: se sbaglia a enumerare confondendo il 67 col 77 gli si fa osservare e scrivere la sequenza da 70 a 8 chiedendogli di individuare nella sequenza il numero 67.

venerdì 23 febbraio 2018

Diverse sono le tecniche per facilitare l'apprendimento delle tabelline, in passato su questo blog ho segnalato molte risorse in merito! Vi propongo un metodo alternativo per apprendere le tabelline, vi assicuro che i bambini apprezzeranno sia la costruzione (in modo laboratoriale) sia l'impiego.

Andremo a costruire una tavola pitagorica facilitata (vedi l'immagine qui sotto):


Materiale occorrente:
  • 100 tappi di plastica;
  • Una base in legno;
  • Colla;
  • 100 biglie colorate;
  • Un contenitore per le biglie;
  • Schede con tabelline senza risultato.



Lo  scopo  di  questo  gioco  è  arrivare  a  costruire  le  tabelline  attraverso  l'osservazione  e  la  prova  manuale  che  l’addizione  ripetuta  si  semplifica  con  la moltiplicazione.
Esempio: 5+5+5+5 si semplifica in 5x4.


Si consegna all’alunno la scheda della tabellina del 5.
Il bambino distribuirà una biglia in ogni tappo da 1 a 5  nella prima colonna e scriverà il risultato sul suo foglio 5 x 1 = 5










Di seguito, aggiungendo una colonna di 5 scriveranno il risultato 5 x 2 = 10








E ancora, 5 x 3 = 15








Per l’alunno diventa un gioco manuale:
  • lavora in modo autonomo quindi si sente abile;
  • memorizza più facilmente e con soddisfazione.
Fonte: Il lavoro è stato svolto dall’insegnante di sostegno Dessì Marco e dalla psicologa Dott.ssa Piriccu Manuela con l’importante collaborazione degli alunni.
Monica Puggioni è insegnante di matematica e autrice della sezione di matematica dei testi scolastici per la scuola primaria delle Edizioni Giunti Del Borgo

Ecco un metodo divertente per imparare le tabelline consigliato da lei.



 
1. Conta con i disegni ed impara!                               
Quando si devono imparare le tabelline a memoria ci sono due modi che si devono sapere:

-       la sequenza ordinata come per esempio: 2, 4, 6, 8, 10, 12, 14, 16, 18, 20.
-       le operazioni con il risultato, per esempio: 2x3=6    2x4= 8    2x5= 10      
Per cominciare, concentrati e impara a memoria la sequenza ordinata di ogni tabellina.

Come si può fare per riuscirci con facilità e successo?

Primo. Ricordarti che la moltiplicazione è un’addizione ripetuta. Per esempio, 3x5 corrisponde a 3+3+3+3+3, ossia 3 per cinque volte!

Secondo: utilizza i disegni (guarda la gallery) per memorizzare le addizioni ripetute.

Per esempio, osserva le motociclette che rappresentano la tabellina del due. Ogni moto ha due ruote, vero?
Appoggia il dito sulla prima moto e conta due, spostalo sulla seconda e conta altre due ruote, e ottieni quattro e così via.
Quando sarai arrivato all’ultima riga di motociclette avrai imparato la tabellina del due.
Usa le eliche per la tabellina del tre, il quadrifoglio per quella del quattro, le mani per il cinque, il fiore per il sei , la coccinella per il sette, il polipo per l’otto, le carte da gioco per il nove e le uova per il dieci.

2. Le so già!
Questo trucco è un portento! Dopo aver imparato per bene la tabellina del due scoprirai che per ogni tabellina nuova conosci già alcuni risultati. Sai perché? Basta invertire i fattori. Infatti, per esempio,  3x2 ha lo stesso risultato di 2x3.
Nella tabellina del quattro conosci già 4x2 ossia 2x4, 4x3 ossia 3x4.
In questo modo scoprirai di sapere già gran parte delle tabelline più difficili da memorizzare. Parola d’ordine: invertire i fattori!

3. Mini tavole 
La Tavola Pitagorica è troppo grande e ti spaventa con tutti quei numeri?
Non è un problema! Puoi superare tranquillamente la tua paura con qualche taglietto.

Fotocopia una Tavola Pitagorica e ritagliala come vedi nell'illustrazione sotto, otterrai tante “mini tavole”. Scegline una, completala e studiala. In seguito studia tutte le altre, una per volta... Alla fine le saprai tutte!

minitavole Fotocopia una Tavola Pitagorica e ritagliala come vedi nell’illustrazione, otterrai tante “mini tavole”. Scegline una, completala e studiala. In seguito studia tutte le altre, una per volta.. alla fine le saprai tutte!
(Fonte: https://www.focusjunior.it)




martedì 13 febbraio 2018

La diagnosi dei DSA e` effettuata nell’ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Servizio sanitario nazionale (Neuropsichiatria Infantile in caso di diagnosi in età evolutiva). E’ la famiglia a comunicare la diagnosi alla scuola di appartenenza dello studente (L. 170/2010, art. 3).
Oltre alle misure scolastiche ci sono agevolazioni fiscali e lavorative per i genitori.

Non tutti conoscono che esiste una Misura per i familiari che lavorano (L. 170/2010 - art. 6): i genitori di studenti del primo ciclo dell’istruzione con DSA impegnati nell’assistenza alle attività scolastiche a casa, hanno diritto di usufruire di orari di lavoro flessibili. Le modalità di esercizio di tale diritto sono determinate dai contratti collettivi nazionali di lavoro dei comparti interessati.

Al momento soltanto i dipendenti pubblici hanno la possibilità di un orario più elastico (Circolare n. 9/2011 - Ministero della funzione pubblica):
  • Richiesta di Part-time: i dipendenti pubblici, genitori di studenti del primo ciclo (elementari e medie) con diagnosi di DSA, in caso di domanda di trasformazione del rapporto di lavoro a part-time, hanno diritto di precedenza rispetto agli altri lavoratori.
Per maggiori info clicca qui http://www.dirittoscolastico.it/genitori-di-alunni-con-dsa-hanno-diritto-forme-di-flessibilita-family-friendly/
In che modo possiamo aiutare nostro figlio con la scuola? In che modo possiamo sostenere l’autonomia dei nostri figli? Quali sono i doveri di noi genitori?
Ecco alcuni consigli...

Di fronte alla diagnosi di DSA molti genitori si chiedono come poter aiutare il proprio figlio a raggiungere la piena autonomia di cui ha bisogno per riacquistare fiducia in se stesso. Nel corso degli anni le conoscenze sempre più approfondite e l’esperienza di chi ci è già passato hanno reso possibile stilare una sorta di consigli che speriamo possano essere utili.
  • In primo luogo dovete prendere coscienza del fatto che vostro figlio è dislessico e che ciò non è colpa vostra o della scuola ne tantomeno del bambino stesso. La dislessia è caratteristica, come può esserlo il colore degli occhi o dei capelli. Accettatela e cercate di cogliere gli aspetti positivi per affrontarla al meglio.
  • Vostro figlio è la prima persona che sa di avere una particolarità quindi parlatene con lui, chiedete il suo stato d’animo le sue sensazioni e aiutatelo a capire le sfaccettature della dislessia così da permettergli di prendere consapevolezza e aiutarlo ad acquisire sempre più autonomia.
  • Anche se tuo figlio è dislessico questo non significa che non gli piace la lettura. E’ importante leggergli spesso libri di narrativa e di vario genere così da aiutarlo ad arricchire il suo vocabolario ma anche a poter interagire con i suoi coetanei sugli stessi argomenti di loro interesse. Se non puoi leggere tu per lui esistono gli audiolibri e i libri in formato digitale che sopperiscono alla mancanza di tempo che spesso ci assilla.
  • Quando leggete non fatelo considerando vostro figlio uno spettatore passivo, ma rendetelo partecipe e coinvolgetelo nella lettura leggendo insieme.
  • Il bambino con DSA, come ogni bambino, è molto curioso. Quindi cercate di parlare con lui il più spesso possibile e affrontate qualsiasi tipo di argomento questo gli permetterà di soddisfare la sua curiosità e di sentirsi sempre partecipe alla vita di famiglia come persona rilevante e che può dare il proprio contributo. Questo è molto importante per il suo sviluppo psicologico e per la crescita della sua autostima, spesso minata dalla visione negativa di se.
  • Nel gioco con vostro figlio privilegiate i giochi di carte, o da tavolo come ad esempio monopoli, memory, puzzle etc.. Essi aiutano a sviluppare la concentrazione e a mantenere l’attenzione. Sono bambini molto creativi e fantasiosi quindi permettetegli di giocare con pongo, plastilina, colla, etc.. li aiuterete a sviluppare la manualità fine. Non trascurate le rime, le filastrocche, le canzoni esse permettono di allenare la memoria.
  • Nel guardare la televisione siate sempre insieme a vostro figlio e commentate ciò che vedete.
  • Cercate di mettere in risalto la capacità e le qualità di vostro figlio, promuovete attività dove eccelle. Cercate sempre di mostrargli i suoi punti di forza.
 
Il bambino con DSA va aiutato a imparare ad organizzarsi e a trovare la propria autonomia così da non dover dipendere da nessuno.
 
  • Creare una routine quotidiana:
Il bambino con DSA ha bisogno di essere organizzato e di avere i momenti della giornata programmati e scanditi secondo una routine.
Sarebbe utile creare un cartellone da appendere nel luogo dedicato ai compiti dove giorno per giorno vengono inseriti e programmati i momenti di studio alternati a quelli di riposo o di attività extrascolastiche.
Il luogo dedicato allo studio dovrebbe essere il più possibile privo di distrazioni e tutto il necessario per il momento dei compiti dovrebbe essere a portata di mano (calcolatrice, penne, matite, pennarelli, quaderni, etc…)
Il bambino con DSA si stanca molto facilmente quindi può essere utile frazionare lo studio con pause di almeno 10 minuti. La lettura è importante ma per evitare frustrazione e stanchezza mentale si può leggere per lui, procurargli audiolibri o un programma di sintesi vocale.

  • Eseguire i compiti:
Il carico di compiti spesso spaventa e avvilisce il bambino con DSA, è importante che egli possa sentirsi libero di lavorare al meglio e con tranquillità, per fare ciò dovete suddividere i compiti per carico ed impegno, ad esempio suddividere esercizi di matematica in 2 momenti separati e inserire qualche cosa di più semplice fra i due momenti. In ogni caso il bambino con DSA ha diritto ad avere una riduzione dei compiti a casa, l’importante è la qualità e non la quantità. Leggetegli le consegne e assicuratevi che abbia compreso le richieste e per esercizi più complessi affiancatevi a lui eseguendoli insieme.
Aiutate il bambino a utilizzare gli strumenti in suo possesso come ad esempio l’uso del PC per la produzione scritta o la costruzione di mappe mentali e concettuali nello studio.
Incoraggiatelo e gratificatelo per l’impegno profuso. Aiutatelo nella formulazione del pensiero prima di passare alla vera e propria stesura.

  • Uso della tecnologia:
L’uso del computer nella presentazione dei compiti può fare una grossa differenza nella valutazione finale. Il computer permette di scrivere utilizzando il correttore ortografico e quindi di concentrarsi solo sulla costruzione del pensiero e non sugli errori ortografici. Inoltre oggi ci sono anche software di sintesi vocale per la lettura dei libri scolastici in formato digitale pertanto la codifica dei testi scritti é demandata al computer e in Internet ci sono molti software e siti utili per molte discipline di ogni ordine e grado scolastico.
Non esistono strumenti adeguatamente buoni per tutti; il genitore può aiutare il proprio figlio a conoscere i diversi strumenti a disposizione per aggirare le sue difficoltà ed esortatelo a sperimentarne diversi. E’ importante lasciare a lui la scelta di utilizzare quello più efficace per il proprio stile di apprendimento: aiutatelo a promuovere la propria autonomia, questo farà di lui una persona che acquisterà sempre più fiducia in se stesso.
E’ importante ricordarsi che l’uso della tecnologia non è scontato e che bisogna anche sostenere i bambini e i ragazzi ad imparare a interfacciarsi con questi strumenti.

sabato 3 febbraio 2018

Scrivere è un'operazione complicata e la maggior parte dei bambini incontra molte difficoltà nel produrre e completare un testo, ottenendo risultati superficiali, logicamente disordinati e ortograficamente imprecisi. Imparare a scrivere adeguatamente risulta fondamentale nella carriera scolastica e nel lavoro e, soprattutto, sviluppa competenze che toccano ogni aspetto della vita.
 
Ecco a voi una serie di schede per la produzioni di testi. E' un piccolo percorso composto da 22 attività facilitate e guidate, sono indicate per una seconda/terza classe della scuola primaria.

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